Ticketone e Mediaworld: accoppiata perdente.
Luglio 6th, 2010Parma, ore 13 di una giornata come tante. Sono in pausa e visto che mi trovo dalle parti di Mediaworld decido di fermarmi per comprare un biglietto allo sportello Ticketone.
Ore 13,15, stacco il numero, ho quattro persone davanti, ma la coda si muove lentamente. Le operatrici si perdono in chiacchiere tra loro, canticchiano, si muovono nel corner senza mai abbandonare la sedia neppure per fare una fotocopia in una scena che ricorda più lo stereotipo di efficienza dell’Amministrazione Pubblica che l’ufficio Assistenza Clienti del colosso internazionale della GDO no food. Passa mezz’ora. Finalmente chiedo il biglietto, faccio il gesto di dare all’operatrice la carta di credito, ma in un sussulto di dinamismo mi risponde che queste operazioni possono essere pagate solo in contanti.
Silenzio.
Raccolgo la calma residua, il bancomat del centro commerciale è fuori servizio, cerco di chiedere informazioni:
“Mi sembra di ricordare che prima fosse possibile acquistare sia con Pago Bancomat che Carta di Credito.”
“Sì, ma adesso la politica è cambiata.”
“Capisco… quindi avete smesso di addebitare il sovrapprezzo di 1,50 € che aggiungete al costo del biglietto + diritti di prevendita?”
“No no, l’addebito di 1,50 € lo aggiungiamo ancora, solo che adesso può pagare solo in contanti.”
“Ma una volta questo sovrapprezzo era esposto, adesso non vedo il cartello”
“Ops… ha ragione, forse qualcuno deve averlo spostato” (facendo finta di guardare intorno alla scrvania)
Lascio lo sportello, riprendo l’auto, mi fermo in una tabaccheria vicino all’ufficio, di fianco c’è un bancomat. Prelevo, entro, c’è solo una persona davanti che viene servita in meno di un minuto. Chiedo il biglietto, pago (risparmiando 1,5 €) ed esco. Tempo complessivo per l’operazione: 3 minuti.
Ore 14,30: sto rientrando in ufficio e penso con rassegnazione alla desolante scadenza del servizio del “leader internazionale della GDO no food”, Mediaworld, nella vendita di biglietti per eventi.
Penso al suo personale poco qualificato, ai lunghi tempi d’attesa, agli addebiti aggiuntivi ingiustificati data l’impossibilità di utilizzare qualsiasi altro mezzo di pagamento che non sia il contante.
Penso anche a Ticketone e mi chiedo come sia possibile che il leader italiano della vendita di biglietti per eventi abbia scelto un partner tanto scadente. Mi chiedo come sia possibile che una Società che si vanta di vendere centinaia di migliaia di biglietti all’anno attraverso internet e call center possa poi accettare solamente il pagamento in contanti nei punti vendita fisici.
Penso a queste cose e nonostante non trovi le risposte che cerco almeno una cosa è chiara:
Non comprerò più biglietti da Mediaworld, soprattutto al Mediaworld di Parma.












