Consigli per l’ascolto #1
Gennaio 31st, 2012
Da una settimana si è concluso il CES (Consumer Electronic Show) di Las Vegas e nonostante i display OLED abbiano fatto la parte del leone, tra le cose più interessanti presentate ci sono le nuove GPU prodotte da Imagination Technology. Si chiamano PowerVR G6200 e PowerVR G6400 e fra qualche mese saranno installate su buona parte dei device mobili high end di prossima generazione. Le prestazioni, rispetto alla versione precedente, sono aumentate di 20 volte con una riduzione complessiva dei consumi di 5 volte. Maggiore potenza e minore assorbimento energetico, a tutto vantaggio di schermi sempre più grandi. Performance migliorate del 2.000%, capacità di calcolo che vanno dai 100 gigaflops fino a quasi 1 teraflop, anche se in quest’ultimo caso si tratta solo di teoria. Cosa significa?
Significa che forse non quest’anno, ma probabilmente già l’anno prossimo, potremmo avere in tasca dei dispositivi mobili con GPU della stessa potenza di quelle delle console da salotto di ultima generazione.
Per fare un esempio le potenze di calcolo attualmente installate sulle tre maggiori console sono:
Da questa tabella si può capire come le distanze si stiano significativamente accorciando e come si stia sempre più confermando la tesi per cui le console da salotto sono destinate ad estinguersi nel giro di breve tempo, soprattutto grazie all’affermarsi del concetto di Smart TV. A quando ad esempio un televisore Sony con Playstation integrata? O un tablet microsoft che può diventare mediacenter semplicemente collegandolo ad una dock station? E Apple? Insieme alla tv rivoluzionerà anche questo segmento? Stay tuned.
Un altro anno si conclude e arriva il compleanno di Sfiorando la Superficie, un momento utile per ringraziare tutti i lettori assidui e di passaggio, ma soprattutto per fare il punto su tutto quello che è transitato al di fuori dei classici post di queste pagine digitali. Il 2011, facile a dirlo, sarà ricordato dalle nostre parti soprattutto come l’anno della crisi, della caduta del Governo Berlusconi e delle alluvioni liguri, ma dall’altra parte dell’oceano, un po’ più in là di una Cina sempre più capitalista e affamata di materie prime, verrà ricordato come l’anno di Fukushima, delle alluvioni Thailandesi e dei deliri mediatici a base di acqua e verdure radioattive. Anche il Medio Oriente ricorderà il suo 2011, anno della morte di terroristi (Bin) e dittatori (Mu’ammar) e di primavera (o solo rondine) araba. Non sono morti solo terroristi e dittatori, la ex superpotenza occidentale ricorderà ancora una volta il fondatore e CEO della Società IT più capitalizzata al mondo, dopo aver rincorso Julian Assange e prima di svegliarsi con le strade di Wall Street occupate. Il 2011 ha anche mostrato un’altra Europa, un Europa che tutti temevamo, agonizzante dai default e dalle speculazioni finanziarie, fragile e nelle mani di due nazioni, Germania e Francia, che non brillano, almeno storicamente, per tolleranza e capacità di dialogo. La Russia, sempre in questo lungo 2011 ha alzato la testa e si è ribellata alle “elezioni” di Vladimir o forse si è solo fatta influenzare da un altro dittatore travestito da Primo Ministro. Chi non si è mai travestito è stato invece Kim Jong, morto lo stesso anno, pressochè alla stessa età e per lo stesso motivo di Clarence Clemmons, nell’ultima nazione ancora veramente comunista, pianto da milioni di “compagni” minacciati da fucili e tonnellate di cipolle sbucciate. Queste e molte altre cose sono successe in questi 12 mesi, 12 mesi che hanno cambiato il mondo e che ci accompagnano in un 2012 per alcuni ancora più difficile, per altri definitivo. In attesa quindi di scoprire chi avrà ragione ci prepariamo ad un altro anno di post superficiali, lasciando le future riflessioni al prossimo dicembre.
Buon Anno.
I quotidiani, come le persone e come questo blog, raramente forniscono notizie in modo asettico. Molto più spesso esprimono dei punti di vista più o meno obiettivi sull’argomento trattato, talvolta veicolando messaggi fuorvianti per il lettore. In questo caso i titoli che hanno pubblicato Il Sole 24 Ore e La Gazzetta di Parma sull’affaire Barilla sono un buon esempio:
GAZZETTA DI PARMA: Barilla – Plasmon: il Giurì impone dei ritocchi alle pubblicità
IL SOLE 24 ORE: Plasmon – Barilla: secondo il Giurì la pubblicità comparativa è legittima e si può ripetere con qualche modifica
Se nel primo caso leggendo solamente il titolo può nascere il dubbio che la sentenza sia stata pronunciata in favore di Barilla nel secondo caso è evidente quale sia stato il reale esito della disputa.
Le differenze però non si limitano solamente ai titoli, anche il contenuto stesso degli articoli, nonostante tra le righe dicano la stessa cosa, è sbilanciato verso l’una o l’altra parte.
Sulla Gazzetta leggiamo:
Il Giurì dell’Autodisciplina pubblicitaria ha analizzato la pubblicità comparativa di Plasmon, che prende di mira alcuni prodotti Barilla. Il Giurì ha dichiarato che la pubblicità di Plasmon/Heinz è in contrasto con gli articoli 2 e 14 del Codice dell’Autodisciplina, nella parte in cui espone la tabella con valori numerici e in cui ricorre all’espressione «bambini e adulti».
E conclude con un’intervista ad un portavoce Barilla:
«Siamo molto lieti che il Giurì di Autodisciplina nel dispositivo odierno ha dichiarato ingannevole e denigratoria la pubblicità comparativa di Plasmon»: lo afferma un portavoce della Barilla dopo la pronuncia del Giurì di Autodisciplina pubblicitaria sulla guerra tra i due gruppi alimentari aperta lo scorso 30 novembre da una pubblicità comparativa di Plasmon che confrontava alcuni suoi prodotti dedicati all’infanzia con prodotti Barilla.
«Questo dispositivo aiuta a riportare la verità e correttezza nei confronti di milioni di persone che ogni giorno scelgono la qualità e la sicurezza dei nostri prodotti. Attendiamo inoltre con fiducia l’udienza del Tribunale di Milano del 28 dicembre, ricordando che lo stesso ha fin qui inibito a Plasmon di proseguire con la sua campagna», prosegue l’azienda di Parma.
Secondo Plasmon si tratta invece di un pareggio in questa querelle.
Dall’altra parte Il Sole apre l’articolo:
La pasta “Piccolini” Barilla non è un prodotto per la prima infanzia, ma è destinato ai bambini con più di tre anni”. E’ questo il senso della sentenza espressa dal Giurì che ha ritenuto legittima la pubblicità comparativa realizzata da Plasmon contro la pasta Piccolini Barilla. Bisogna però apportare alcune correzioni al testo per fare capire meglio ai consumatori quali sono le differenze tra i due prodotti.
E chiude:
Si conclude con una sconfitta per l’azienda di Parma una storia iniziata oltre un anno fa, quando la rivista Il Salvagente denuncia l’eccesso di micotossine e residui di pesticidi nelle paste destinate ai bambini più piccoli, firmate dai grandi marchi tra cui Barilla. La Plasmon rilancia lo stesso concetto in una pubblicità comparativa sul Corriere della sera e su La Repubblica il 30 novembre 2011 , facendo un confronto tra la sua pasta e quella Barilla e scoppia la guerra. La decisione del Giurì non giunge però inaspettata, Barilla aveva annunciato al sito ilfattoalimentare.it pochi giorni fa la decisione di cambiare le diciture sull’etichetta. Dalla prossima primavera - diceva la mail - cambieremo le diciture sulle confezioni di pasta Piccolini e ci sarà la scritta “Per consumatori sopra i tre anni” (una modifica già indicata negli spot tv).
Le differenze sono evidenti, soprattutto nella parte conclusiva dell’articolo pubblicato dalla Gazzetta in cui è stato dato spazio all’azienda di Pedrignano per poter stravolgere il significato della sentenza. Un’opinone che però non è andata oltre i confini ducali, visto che gli altri articoli usciti a livello nazionale non hanno citato questa fonte. Punti di vista quindi… ed esempi di influenza sulle linee editoriali.
Potete leggere l’articolo completo della Gazzetta di Parma QUI
Potete leggere l’articolo completo del Sole 24 Ore QUI
E’ di questi giorni la notizia che Plasmon e Barilla si stanno dando battaglia a colpi di messaggi pubblicitari sulle maggiori testate nazionali. Tutto è nato da una pubblicità comparativa pubblicata da Plasmon in cui venivano evidenziate le differenze tra la propria pasta per bambini e quella proposta da Barilla. Nell’advertising appariva chiaro il messaggio per cui la pasta Barilla, nonostante fosse proposta con un formato, un packaging e una campagna pubblicitaria indirizzata ai bambini, non fosse in realtà del tutto adatta in quanto contiene livelli di pesticidi troppo alti per i giovani consumatori (dai 3 anni in giù).
La risposta di Barilla? Debole, anzi, controproducente. Invece di ribattere sullo stesso piano ha in principio minacciato azioni legali nei confronti di Plasmon, dopo di che è partita al contrattacco criticando la stessa Plasmon di fare leva sull’emotività delle mamme andando a paragonare due prodotti in sé diversi (ma davvero? Barilla, quella di “dove c’è Barilla c’è casa”, quella della famosa pubblicità con il gattino critica l’approccio emozionale?). A margine di tutto ha inoltre pubblicato una propria pubblicità con il claim “Le mamme italiane sanno quello che fanno”, basando la propria strategia di difesa esclusivamente sulla brand loyalty. Ora tutto questo mi lascia abbastanza perplesso: Barilla propone questi prodotti in modo ambiguo, inoltre non smentisce la tesi di Plasmon, ma la critica sul modo di fare comunicazione in quanto troppo “emotivo” (in realtà il messaggio è una serie di dati, trovo molto più “emotiva” la risposta di Barilla). Terzo l’Azienda di Pedrignano non mette in discussione la tesi di Plasmon, ma impone la sua forza con un messaggio vuoto di contenuti, che dovrebbe rassicurare il consumatore con una frase del tipo: “Dai, io sono Barilla, mi conosci, sono sicura, sono quelli lì della Plasmon che cercano di prenderti in giro… non farti ingannare, Barilla è una di famiglia!”. Un messaggio che poteva funzionare con il consumatore caprone di qualche anno fa, ma che fa poca presa sul consumatore di oggi. Insomma, mi sembra evidente che Barilla ha commesso uno scivolone e ha mostrato il fianco ai propri avversari. 1 a 0 per Plasmon, chi la spunterà?
Gardaland è per l’italiano medio il parco dei divertimenti per antonomasia. Progettato sulla falsa riga dei parchi Disney sparsi per il globo è considerato il migliore, il più innovativo, il più divertente parco dello Stivale. Accedendo al loro sito, www.gardaland.it, l’homepage è carica, a tratti barocca, esattamente quello che ci si aspetta dal sito di un Parco dei Divertimenti con la D maiuscola. Sotto l’header troneggiano enormi le icone di Facebook, Twitter, YouTube e addirittura Flickr… perché la parola d’ordine di questi tempi è “Social” sempre e comunque. Ma allora perché Gardaland dovrebbe essere un esempio di Parco 1.0? Perché nella Società dell’apparenza, all’interno dello Stato dell’apparenza, Gardaland è il perfetto esempio della non-cultura contemporanea. Un sito esteticamente accattivante e “ricco” di contenuti, ma che non è altro che uno specchietto per le allodole creato per ingannare il consumatore evoluto, quello che teoricamente dovrebbe essere il consumatore del futuro.
Questa riflessione nasce dopo la segnalazione di un gruppo di amici che si sono recati nel parco in questione, amici evoluti con prole evoluta che hanno preferito acquistare i biglietti d’ingresso online, perché come recita la Volpe del sito “Fatti furbo! Acquista online il tuo biglietto, risparmi ed entri senza attesa!” . Quindi: due interi + due ridotti al prezzo di 125 €, teoricamente il prezzo migliore sul mercato, anche perché la pagina riservata alle promozioni era “misteriosamente” Under Construction…
Arrivato il giorno del Divertimento con la D maiuscola, davanti all’ingresso, la sorpresa: “PROMOZIONE FAMIGLIE”, 2 interi + 2 ridotti a 118 €! Ma come? La Volpe non aveva detto di farsi furbi? Probabilmente cassieri e cassiere di Gardaland non conoscevano la Volpe e non c’è stato modo di ottenere risposte esaustive sulla differenza di prezzo riscontrata, anzi, il personale era talmente impegnato a scaldare la sedia piuttosto che servire i Clienti che pare sia uscito fumo da una delle casse.
A questo punto è scattata la classica lettera di protesta che ogni consumatore evoluto tiene nel cassetto:
“Buongiorno, sono venuta ieri con la famiglia e un’altra famiglia di amici. Ho acquistato i biglietti via web, due interi e due ridotti per 125€, peccato scoprire all’ingresso che c’era la promozione famiglia a 118€… che però non pare disponibile via web. Ma come, acquistare i biglietti via web evita l’affollamento alle casse e consente risparmi di personale… e invece di averne il consumatore un vantaggio, voi lo penalizzate??!!! Il mondo sta andando nel senso contrario…. e quando lo abbiamo fatto notare alla biglietteria, ci è stato pure risposto in malo modo. Saluti”
Dopo qualche tempo la risposta:
Gentile Sig.ra XXXX,
La ringraziamo per aver dedicato del tempo a comunicarci la Sua esperienza a Gardaland e Le assicuriamo che ogni segnalazione viene tenuta in considerazione poiché ci permette, nel limite del possibile, di migliorare e/o di aprire un canale di confronto per esaminare eventuali nostri disservizi.
Per ciò che concerne le tariffe dei biglietti d’ingresso al Parco, nel corso delle ultime stagioni, Gardaland si sta impegnando su più fronti nell’intento di proporre un numero sempre maggiore di offerte a favore delle famiglie che desiderano far visita al Parco, attraverso l’introduzione nel suo listino prezzi, già a partire dalla scorsa stagione, dei vantaggiosi pacchetti famiglia sia giornalieri che stagionali, e per mezzo di una serie di altre promozioni, come l’agevolazione sull’acquisto online dei biglietti interi e a data fissa e numerosi coupon promozionali 3×2 ritagliabili dalle confezioni di varie marche di prodotti acquistabili nei supermercati (es: Fanta, tonno Nostromo, patatine Amica Chips, Nesquik ecc.).
Sempre per agevolare i nostri gentili Ospiti, è stata inoltre dedicata una pagina del nostro sito Internet (www.gardaland.it/park/ristorazione/Promozioni/) alle speciali promozioni nell’ambito della ristorazione.
Essendo una comunicazione chiara e completa del nostro listino prezzi un aspetto fondamentale per noi, al fine di favorire un’ottimale organizzazione della visita a Gardaland, e per consentire ai nostri Ospiti di scegliere l’opzione che più rispecchia le loro esigenze, abbiamo implementato varie modalità d’informazione circa tutte le tipologie di biglietti che proponiamo ai nostri visitatori: il nostro listino prezzi completo, infatti, è sempre consultabile nella sezione dedicata a “Prezzi & Biglietti” del nostro sito Internet (www.gardaland.it), oltre ad essere riportato, come correttamente da Lei notato, su un totem posizionato poco prima delle biglietterie ed essere infine esposto presso ciascuna delle nostre casse.
Non tutte le tipologie di biglietti d’ingresso possono purtroppo essere acquistate online: in effetti, trattandosi di biglietti promozionali particolari, che hanno validità esclusivamente il giorno della loro emissione, i pacchetti famiglia sono acquistabili solo presso le biglietterie del Parco.
L’acquisto online dei biglietti, che consente di beneficiare di uno sconto rispetto alla tariffa intera, offre invece la possibilità di accedere direttamente al Parco, evitando le eventuali code alle biglietterie per l’acquisto in loco.
Siamo molto dispiaciuti e ci scusiamo infine per i modi poco cortesi utilizzati dalla nostra collaboratrice alle biglietterie, in quanto la gentilezza e disponibilità del personale è un aspetto fondamentale per Gardaland, sul quale s’impegna molto nell’intento di formare il proprio staff in modo da poter contribuire, sempre con il sorriso, all’esperienza magica dei suoi Ospiti.
In prospettiva di una Sua futura visita a Gardaland, saremmo molto lieti di poterLe offrire un servizio più personalizzato, al numero 045 6449777, proponendoLe la nostra assistenza nella scelta dell’opzione più vantaggiosa per l’ingresso al Parco, oltre ad aggiornarLa circa le eventuali promozioni od offerte speciali in vigore in tal periodo, in modo da poter beneficiare della migliore tariffa.
Nella speranza di poter presto riaccogliere Lei e la Sua famiglia nel Magico Mondo di Prezzemolo, rimaniamo sempre a disposizione per qualsiasi ulteriore informazione.
AugurandoLe un buon pomeriggio, porgiamo cordiali saluti.
3.028 caratteri sprecati per non rispondere alla domanda, o meglio, rispondere confermando che il modello di Gardaland non è un modello veramente evoluto per cui vendere via web è la classica situazione di WIN – WIN (vince il consumatore / vince l’Impresa), bensì è un modello antico, legato ancora alle antiche politiche di vendita basate su un’eccessiva frammentazione dell’offerta, ma soprattutto su una SCARSA trasparenza dell’offerta. Un modello che francamente ritengo inaccettabile e per cui confermo il titolo di questo post: www.gardaland.it è un esempio di ciò che non si deve fare se si vogliono veicolare delle offerte online.
Ieri è stato presentato il nuovo telefono cellulare di Apple. Molti si aspettavano (me compreso) un importante aggiornamento hardware non solo a livello di circuiti, ma anche di chassis e monitor e invece è arrivato un “semplice” speed bumb: iPhone 4S.
Nonostante negli ultimi mesi, complice il ritardo nella presentazione del prodotto, si fosse ipotizzato di tutto e utilizzato qualsiasi indizio (vedi le misteriose custodie prodotte nel Sol Levante) per indovinare le caratteristiche dell’ultimo melafonino, la risposta era ben mascherata nell’ovvietà: ovvietà nel montare un processore dual core (come tanti hanno già fatto), ovvietà nel migliorare l’antenna (sbagliando s’impara), ovvietà nel potenziare la fotocamera. L’iPhone 4S è solo la naturale evoluzione dell’iPhone 4, così come ai tempi il 3GS lo era stato per il 3G. Questa, nonostante sia la prima ragione per cui molti sono rimasti delusi dal keynote di ieri, è anche la ragione per cui iPhone 4S sarà un ottimo terminale: è basato sul miglioramento di un’architettura matura e testata da milioni di consumatori in tutto il mondo. Un qualsiasi altro telefonino, completamente nuovo, per quanto ben progettato non avrebbe potuto essere affidabile come il nuovo (già vecchio?) iPhone 4S.
Delusione completa quindi? No, l’affidabilità è importante e l’inserimento dell’assistente vocale Siri potrebbe col tempo diventare molto interessante, anche se personalmente faccio ancora fatica a paragonarlo come fanno su altri blog ad una novità rivoluzionaria pari all’introduzione del multitouch nel 2007. Le limitazioni di Siri sono ancora evidenti: per adesso comprenderà solo 3 lingue (inglese, francese, tedesco), avrà bisogno di una connessione wi-fi o almeno 3g per funzionare e sarà comunque necessario premere un tasto per attivarlo… in parole povere, l’idea è bella, ma ancora troppo (volutamente?) acerba.
Detto questo, lasciando da parte per un momento la sterile analisi del prodotto la cosa preoccupante è l’impressione che il keynote di ieri, sia stato un evento senza l’anima Apple di un tempo. Basato in buona parte sui successi del passato (il primo iPod, il primo Macbook Air…) e sempre più simile alle presentazioni di altri competitors. Facile liquidare questa sensazione con l’assenza di Steve Jobs, il punto è che questa sensazione è dipesa soprattutto dall’assenza, dopo 18 mesi di attesa, dell’introduzione di vere novità in grado di migliorare in modo sensibile l’utilizzo del telefono rispetto al modello precedente.
Anche la strategia di prezzo sembra (anche se probabilmente verrò smentito), incomprensibile. Dopo aver spiegato nel corso della presentazione che le possibilità di espansione nel mercato mobile sono ancora enormi sarebbe stato normale aspettarsi un taglio di prezzo notevole sui modelli precedenti, soprattutto per conquistare quella fetta di potenziali clienti che non è disposta a spendere 500 € (magari) per un telefono. Oggi si scopre che il prezzo del vecchio iPhone 4 da 8 GB è di 549 €, mentre l’ormai vetusto iPhone 3GS 8 GB mantiene comunque un prezzo di 399 €… Un furto pensando che alla stessa cifra è possibile acquistare un Samsung Galaxy S II che come dotazione hardware e prestazioni è considerato il diretto concorrente di iPhone 4S! Per quanto riguarda i prezzi di quest’ultimo poi è meglio stendere un velo pietoso, le previsioni parlano di cifre intorno ai 649 € per il modello da 16 GB… portando quindi in linea teorica il modello da 64 GB a 829 €… E anche in questo Apple rompe un’altra regola con il passato: aggiornare i modelli mantenendo gli stessi prezzi della serie precedente.
Molte cose stanno cambiando (in peggio) a Cupertino e se una volta Apple sembrava diversa anni luce dalle altre Società del settore con le scelte di ieri ha fatto un altro passo per uniformarsi alla massa, peccato.
Qualche giorno fa’ Mark Zuckerberg ha presentato le nuove funzionalità che verranno implementate in Facebook tra cui una chiamata Timeline. Qualcuno nota qualche lontana somiglianza con l’applicazione “Museum of Me” lanciata da Intel qualche mese fa’?
Personalmente, nonostante le differenti vesti grafiche e il maggior dettaglio d’informazione fornito da Timeline, le trovo molto simili nella sostanza… Ossia due funzionalità fondamentalmente inutili, ma che giocano sul narcisismo dell’utente, con la differenza che l’esposizione virtuale di “Museum Of Me” può restare privata, mentre quella di Timeline no, andando ancora una volta a soddisfare il bisogno di voyerismo dei propri amici virtuali (e nel caso la privacy non sia settata correttamente non solo).
Nel caso non voleste aspettare il lancio di questa ultima (inutile) feature, previsto per il 04 ottobre, potete scoprire come attivarla fin da ora seguendo le istruzioni che trovate su QUESTA PAGINA.
E alla fine è arrivato il primo settembre. Da oggi tutte le librerie fisiche ed online non potranno praticare sconti superiori al 15% del prezzo di copertina e gli Editori potranno, solamente una volta ogni 12 mesi (non in periodo natalizio), lanciare promozioni speciali con sconti non superiori al 20%. Queste novità, per cui dobbiamo ringraziare il Governo Italiano ed in particolare il Dott. Riccardo Franco Levi, dovrebbero in qualche modo tutelare le piccole librerie spaventate dalla “concorrenza” di Amazon e simili… Iniziativa sulla carta lodevole, ma nei fatti destinata probabilmente al fallimento. Pensare infatti che chi acquista online sia spinto solamente dalla leva del prezzo (sullo stile di ebay) è un’idea abbastanza semplicistica che può essere partorita solamente da chi online non ha mai acquistato. Il motivo per cui sempre più persone scelgono la rete per lo shopping di prodotti come libri, musica, film, elettronica, ma non solo dipende dal fatto che la rete, oltre a permettere un confronto dei prezzi trasparente, offre un’ampiezza di scelta che il negozio fisico non potrà mai avere. L’esempio di Amazon sui libri è lampante: con migliaia di volumi disponibili sul catalogo difficilmente qualsiasi libreria indipendente potrà offrire una scelta altrettanto vasta e grazie ad un servizio di spedizione gratuito e tutto sommato abbastanza rapido (2-3 giorni), anche nel caso il libraio indipendente si offrisse di ordinare un libro per noi non potrebbe essere altrettanto veloce. Da questo si deduce che il tetto agli sconti sui libri è inutile, in quanto chi non acquistava prima online (perché preferisce sfogliare i libri prima di decidere o per il “contatto umano” con il libraio) non cambierà le proprie abitudini (ma pagherà di più), chi invece acquistava online già da prima (per l’ampiezza della scelta e la comodità di poter comprare 24/7) continuerà a farlo (ma anche in questo caso pagherà di più). Sembra quindi che anche questa legge sia la solita fregatura all’italiana, che in realtà non aiuta veramente le piccole librerie e mette le mani (come al solito) nelle tasche dei consumatori.